Archivi categoria: Religione

Sulla funzione catartica della bestemmia

 

 

2500 anni di dottissime e spesso astruse speculazioni filosofiche sulla natura della “catarsi” (il processo di liberazione dalle esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali), da Aristotele alla contemporanea psicologia post-freudiana, non sono state in grado di mettere in luce come la più alta e praticata forma di catarsi, per il genere umano, sia la bestemmia, somma, seppure spesso soltanto momentanea, purificazione dell’animo dalle negatività che lo appesantiscono! Sarebbe proprio il caso di affermare: bestemmiate e la vita vi sorriderà!!!

 

 

 

 

 

 

Aspetta che arrivi il mio corpo per farti donna. Aspetta che arrivi il mio dio per farti madre!

 

 

 

Desidero invitarvi a una riflessione, un po’ lunga ma valevole, credo, di lettura. Mi sono sempre accostato ai racconti della Bibbia, Vecchio e Nuovo Testamento, non essendo credente, col medesimo distacco e la stessa curiosità intellettuale che manifesto verso altre “mitologie”, da quella greca a quella cinese, da quella egizia a quella degli indiani d’America. Nello specifico della “mitologia” cristiana”, è chiaro come l’impianto dottrinale del Cristianesimo, così come stabilito dai Padri della Chiesa, Agostino in primis, ma anche Origene, Ireneo e altri, sia essenzialmente platonico-neoplatonico. Chi si intende anche poco di filosofia sa esattamente di cosa parlo. Un esempio su tutti: il dogma della Trinità cristiana (Padre, Figlio e Spirito Santo) altro non è che la teoria delle tre ipostasi (Uno, Intelletto e Anima) di Plotino e potrei continuare così con altri esempi.
C’è un “racconto” nella religione cristiana che mi affascina, che amo, come amo il mito di Orfeo ed Euridice o le narrazioni della dea egizia Hathor: quello della madonna. Mi affascina e lo amo perché vi vedo la più meravigliosa celebrazione della donna e della donna-madre che sia mai stata elaborata nella storia del pensiero umano. Dal concepimento per intervento divino, e non per lo sfregamento del budello maschile (aspetta che arrivi il mio corpo per farti donna, aspetta che arrivi il mio dio per farti madre), fino all’assunzione in cielo, che la eleva al di sopra di tutte le creature viventi. La madonna, una donna “mortale” che partorisce il dio che ha creato il mondo e anche lei medesima (Dante lo aveva capito benissimo: “tu sei colei che l’umana natura/ nobilitasti sì, che il suo fattore/ non disdegnò di farsi sua fattura”, Par. XXXIII, 4-6). La “mitologia” cristiana, attraverso la madonna, ha così reso poesia ciò che nella realtà pochissimi maschi riescono a comprendere e, ancor peggio, molte donne stesse non ne sono capaci.
Ho sempre sostenuto e scritto che ogni donna sia il mondo e che nel cuore di ciascuna vi sia la storia del mondo. La donna-madre, invece, è l’Universo, è la Dea sive Natura. Credo fermamente nel principio femminile di creazione della realtà, che vogliate chiamarlo Dea-madre, femminino sacro, matriarcato, eccetera.
Cos’è una divinità creatrice se non la donna che partorisce la realtà così come partorisce un figlio? Quale occasione ha il maschio di prendere parte alla creazione, divenendo dio egli stesso, se non l’atto sessuale del concepimento? Il sesso è lo spirito della divinità che si umanizza materializzandosi. Afrodite Pandemia per il maschio, Afrodite Urania è la donna, per dirla con Platone.
La donna-madre rende tutto un unicum, ecco perché il mio appellativo di derivazione spinoziana Dea sive Natura, Dea che è la Natura, il Mondo, l’Universo creato.
La donna-madre deifica il maschio, deifica la creatura che partorisce, deifica l’esistente.
Alla fine, voi credete in dio, nel dio dei preti, che non esiste. Lasciate, dunque, che io creda in questa donna, che, forse, non esiste, se non nella mia mente e nel mio desiderio!

 

 

 

Dante Alighieri e l’Islam

 

di 

Maria Soresina

 

 

Un secolo fa, nel 1919, usciva il libro La escatología musulmana en la Divina Comedia di Miguel Asín Palacios che fece molto scalpore e che in Italia fu accolto da una dantista autorevolissima, Maria Corti, la quale arrivò a titolare un articolo sul Corriere della Sera «Dante. Il sommo poeta partorito dall’Islam». Un versetto del Corano, il primo della sura XVII, recita…

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Dante Alighieri (1265 – 1321)

 

 

Il mondo si divide esclusivamente in ricchi e poveri

 

 

Sono sempre stato convinto che il mondo non si divida in bianchi o neri, religiosi o atei, belli o brutti, buoni o cattivi, ma semplicemente in ricchi e poveri
Sentite un po’ Voltaire:

Entrate nella Borsa di Londra, lì l’ebreo, il maomettano e il cristiano si trattano reciprocamente come se fossero della stessa religione e chiamano infedeli solo quelli che fanno bancarotta“. 
“Lettere filosofiche”, 1734

Alla Borsa di Amsterdam, di Londra, di Surat o di Bassora, il ghebro, il baniano, l’ebreo, il musulmano, il deicola cinese, il bramino, il cristiano greco, il cristiano romano, il cristiano protestante, il cristiano quacchero trafficano insieme; nessuno di loro leverà il pugnale contro un altro per guadagnare anime alla propria religione. Perché, allora, ci siamo scannati a vicenda quasi senza interruzione, dal primo concilio di Nicea in poi?”. 
“Dizionario filosofico” (voce “Tolleranza”), 1764

 

François-Marie Arouet, detto Voltaire (1694-1778)

 

 

Tommaso Moro: l’intellettuale dai mille volti e la sua “Utopia”

 

di

Andrea Di Carlo

 

 

Parlare di Tommaso Moro (italianizzazione di Thomas More) significa parlare di un personaggio bifronte: da una parte egli rappresenta, come Erasmo da Rotterdam, un raffinato esempio di erudizione umanistica, di apprendimento e, paradossalmente, di tolleranza. Dico paradossalmente perché, fattivamente, il suo atteggiamento nei confronti…

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Tommaso Moro (1478 – 1535)

 

 

Celestino V, eremita nato con la camicia

 

di

Arnaldo Casali

 

 

Era nato con la camicia, Pietro Angelerio. La madre dell’uomo che il 5 luglio 1294 sarebbe stato eletto papa con il nome di Celestino V, e che avrebbe anticipato di 719 anni tanto la figura di un papa dimissionario quanto quella di un papa francescano e allergico al potere, amava infatti…

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Papa Celestino V (1215 – 1296)

 

Il monte Morrone e, sullo sfondo, il gruppo della Majella

 

 

La leggenda di Maometto

 

di

Eliot Weinberger

 

 

Quattrocentoventimila anni prima della creazione dei cieli – o della terra o dell’empireo o del trono o della tavola della legge o della penna divina o del paradiso o dell’inferno – Dio creò la Luce di Maometto. La Luce passò attraverso venti mari di luce, e ognuno conteneva le scienze che nessuno comprendeva all’infuori di Dio stesso. E quando la Luce emerse dall’ultimo mare…

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“La nascita di Maometto”
Miniatura di un manoscritto ottomano del Siyar-i Nebi

 

L’arcangelo Gabriele riferisce la Rivelazione di Dio a Maometto

 

 

Giobbe mette Dio sul banco degli imputati. Sulla sofferenza innocente

 

di

Ignacio Carbajosa

 

 

«Se esiste al mondo un libro che merita la parola sublime, credo che sia quello di Giobbe». Parole pronunciate da Jorge Luis Borges in una conferenza tenutasi all’Instituto Cultural Argentino-Israelí nel 1965. Lo stesso aggettivo impiega Paul Claudel, dell’Académie Française, che nella sua monografia sul Libro di Giobbe dice che, tra i libri del Vecchio Testamento, «Giobbe è il più sublime, il più commovente, il più audace, e allo stesso tempo il più enigmatico, il più scoraggiante, anzi, oserei dire, il più rivoltante». Giustificando i suoi aggettivi, l’autore francese aggiunge…

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Giobbe

 

 

La grande “burla” di Michelangelo Buonarroti

 

 

 

Ebbene sì!!! La più grande burla della storia è stata propinata alla Chiesa proprio sotto il naso e, per di più, in un capolavoro collocato, in saecula saeculorum, presso la sede “santa”, in modo che, quotidianamente, possano ammirarlo e continuare a credere di non vedervi nulla. Eh sì, perché ad osservare bene il drappo con angeli nel quale è Dio, si vede chiaramente come esso altro non rappresenti che il cervello umano, nella forma che tutti noi, oggi, conosciamo, grazie a quella libera scienza che molti “santi” hanno avversato con condanne a morte e roghi. Questo perché, anche il sommo Michelangelo, nonostante fosse vissuto cinque secoli fa, ne aveva contezza, in quanto dissezionava cadaveri, per studiarne l’anatomia e le parti interne. L’eccelso artista, quindi, ha voluto significare ai suoi “santi” committenti e al mondo: Dio è stato creato dal cervello umano che, di conseguenza, crea anche il mondo dei fenomeni. Il resto sono favole!!! Sono più chiaro: Dio non esiste perché è una creazione della mente dell’uomo e se Dio non esiste, non dovreste esistere neppure voi intesi come associazione che lo rappresenta, a vario titolo, in Terra!
Strano, però, che quegli unici e “santi” detentori della verità non si siano ancora accorti di questa impercettibile sottigliezza. Evidentemente, oggi come nel Cinquecento, sono troppo impegnati a contare danari e non hanno il tempo di alzare il naso al cielo, neppure per contemplare un capolavoro dell’arte universale!

 

Michelangelo Buonarroti, “La creazione di Adamo” (1511)
Cappella Sistina, Roma

 

 

Le profezie della mistica Emmerick e la rovina della chiesa con due papi

da

Il Foglio

 

Chissà se Giovanni Paolo II, nel 2004, avrebbe mai immaginato che un giorno neanche troppo lontano la monaca tedesca che si accingeva a beatificare sarebbe divenuta di grande attualità? Sono passati solamente 9 anni (articolo del 2013, ndr) da quel 3 ottobre del 2004 quando, il grande Papa polacco, il più grande “canonizzatore” della storia della chiesa, elevò agli onori degli altari Anna Katharina Emmerick, monaca agostiniana tedesca vissuta tra il 1774 e il 1824, proclamandola beata..

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Anna Katharina Emmerick (1774 – 1824)