Phoebe Cates

 

 

Io ad esempio fui tratto fuori dall’infanzia – per le orecchie, come un coniglio nascosto fra le lattughe -, quando al caschetto innocente di Sophie Marceau si sostituirono pruriginosamente le natiche tonde e sode di Phoebe Cates. La domenica a “Superclassifica Show” mandavano in onda la sua canzone, “Paradise”, ormai in testa alle classifiche. Il video era un collage di spezzoni del film, con questa sequenza in cui Willie Aames le stringeva le natiche, entrambi nudi.
Nel 1982 non c’era l’Isis ma le Falkland e Nikka Costa, e la cosa più bella che potesse succederti era di scavalcare i giochi e le fiabe di prima per approdare all’isola selvaggia della fase numero due. Come un magnifico rito di iniziazione. C’era stato un velo e Phoebe Cates lo tagliò per tutti noi. Che fiduciosi andammo dall’altra parte. Chi a vivere, chi a morire.

Patrick Gentile

 

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