Alchimie della visione
Droga ed estasi tossica nella poetica
di Jack Kerouac e della Beat Generation

 

 

 

 

In questo ultimo saggio, appena pubblicato da HARbif Editore, esamino il rapporto tra droga, scrittura e visione spirituale nella poetica della Beat Generation, per cui le sostanze psicoattive – dalla benzedrina all’alcol, dalla marijuana all’LSD – furono strumenti di espansione della coscienza, generatori di una scrittura febbrile, automatica, allucinata. Analizzo la funzione estetica e filosofica dell’alterazione chimica nella produzione letteraria beat, con un focus particolare su Jack Kerouac: figura emblematica e tragica, che trasformò l’alterazione in preghiera laica, la caduta in rivelazione mistica, esponendone lo stile della “prosa spontanea”, la mitologia del viaggio e il ruolo della dipendenza come croce e strumento di conoscenza. Più che un saggio sulla droga, il libro è una riflessione sulla scrittura come atto assoluto, su una generazione che seppe fare dell’estasi – tossica e poetica – una forma di resistenza intellettuale contro l’alienazione moderna.

 

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