Archivi autore: Riccardo Piroddi

Ho combattuto un milione di guerre

 

 

Ho combattuto un milione di guerre
col silenzio,
per tacere le parole,
e col rumore assordante,
per coprirle.

Ho combattuto un milione di guerre
con la notte più buia,
per velare i tuoi lampi
proteggendo così
i miei occhi dalla cecità.

Ho combattuto un milione di guerre
coi respiri ansimati,
per rianimare le tue rose appassite.

Ho combattuto un milione di guerre
non con le armi ma con le pietre,
perché lanciandole nell’acqua immobile
facessero risuonare,
come i cerchi concentrici,
il tuo bellissimo nome!

(ottobre 2018)

 

 

               

Tommaso Moro: l’intellettuale dai mille volti e la sua “Utopia”

 

di

Andrea Di Carlo

 

 

Parlare di Tommaso Moro (italianizzazione di Thomas More) significa parlare di un personaggio bifronte: da una parte egli rappresenta, come Erasmo da Rotterdam, un raffinato esempio di erudizione umanistica, di apprendimento e, paradossalmente, di tolleranza. Dico paradossalmente perché, fattivamente, il suo atteggiamento nei confronti…

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Tommaso Moro (1478 – 1535)

 

 

               

‘Stu core nobbile

 

 

‘Stu core nobbile,
ca fosse conte, principe o marchese,
vulesse addiventa’ re
e ‘ppe chesto ca s’è ‘mmiso ‘mbraccio a ‘tte.
A ‘tte, ca si’ ‘a reggina
e quanno te ‘o miette ‘nzino, a ore a ore,
‘stu core mio nun addiventa re:
l’‘e fatto ‘mperatore!

(ottobre 2018)

 

 

               

Come mi vuoi

 

 

 

Era il 1989. Avevo poco più di undici anni. Nella Panda rossa di mia madre risuonava quella musicassetta, compilation dell’edizione del Festival di Sanremo di quell’anno. Questa canzone di Eduardo De Crescenzo era una di quelle inclusevi. Una delle più belle poesie d’amore che io abbia mai letto e certamente una delle cose che avrei voluto scrivere io stesso, forse molto più di alcuni bei versi di Guido Cavalcanti o Jacques Prévert o anche di certe potenti pagine di Roberto Calasso o Giorgio Agamben. Sono passati circa trent’anni da quei momenti nella Panda di mia madre, quando le parole di questa canzone cominciavano a connaturarsi in me.
Come mi vuoi? Ho ripensato spesso, negli anni, a tutto ciò. Distratto, un po’ incosciente, banale ma divertente, strano, disonesto, anche un po’ maldestro, sereno, intelligente, magari un po’ insolente, libero, egoista o bravo equilibrista, e tanto altro. Come mi vuoi? Non so se sia facile capire come mi vuoi. Posso fare tutto, inventare un trucco, comprare le tue idee, anche senza avere il resto. Come mi vuoi? Non lo so, davvero non lo so! So soltanto che lo trovo, lo trovo, vedrai se ci provo. Dev’esserci un modo per giungere a te…
Perbacco! Dev’esserci un modo. E io lo trovo!

Come mi vuoi
Eduardo De Crescenzo

 

Eduardo De Crescenzo

               

“The End”: I Doors, il rock e la tragedia greca

 

di

Andrea Arrigo

 

Nell’estate del 1966 Jim Morrison diede vita ad una delle canzoni più controverse della storia del rock, “The End”. Questo monumentale brano dalla durata di ben undici minuti, segna l’inizio di una nuova era e di un modo assolutamente innovativo di esibirsi. Il capolavoro del Re Lucertola ha un luogo di nascita ben preciso: il “Whisky a Go Go”, storico locale notturno di West Hollywood famoso per essere stato luogo di passaggio e trampolino di lancio per moltissime rock band degli anni sessanta. La bozza iniziale della canzone…

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The Doors

 

 

               

La bellezza (di una donna) salverà il mondo

 

 

Dostoevskij diceva: “La bellezza salverà il mondo!”. Sono parzialmente d’accordo. Parzialmente, perché non sarà la bellezza plastica o figurativa, quella di un’opera d’arte, di una veduta o di una fotografia a salvare il mondo. Salverà il mondo la bellezza che genera bellezza! Quando affermo, perché lo percepisco, che qualcosa sia bello, quest’atto genera bellezza in me. Percepire la bellezza di una donna, tra le altre cose, fatta dell’insieme del suo corpo e della sua anima, genera bellezza in me. E per potermi rapportare a questo insieme devo necessariamente sforzarmi di essere bello a mia volta. Ecco perché la bellezza di una donna genera bellezza. Ecco perché la bellezza di una donna genera parole e azioni di bellezza. Ecco perché la bellezza di una donna salverà il mondo. Anche il mio mondo!

 

 

 

 

               

La bottega del Botticelli: luogo di mirabili dipinti e di proverbiali burle

 

di 

Laura Corchia

 

 

Nel suo magistrale testo “Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti” il Vasari, oltre a narrare nel dettaglio la formazione e le opere dei maggiori artisti, racconta brevi aneddoti di vita quotidiana davvero gustosi. Sandro Botticelli, riferisce il Vasari, era un tipo facile allo scherzo… 

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Sandro Botticelli (1445-1510)

 

 

               

Quel “comunista” di Wagner

 

di

Quirino Principe

 

 

È arduo continuare a correre a perdifiato lungo la strada della pura idiozia, e sostenere l’ipotesi di una responsabilità ideologica, più o meno diretta, di Richard Wagner nei confronti del nazismo, qualora si sia letto uno scritto wagneriano dallo schiacciante peso specifico qual è Oper und Drama. È un testo dal quale spirano, con energia irresistibile alla quale chiunque è costretto ad arrendersi, venti che provengono…

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Richard Wagner (1813 – 1883)

 

 

 

               

E Catilina puntò sulle masse urbane. La crisi rivoluzionaria di Roma antica

 

di

Luciano Canfora

 

 

Federico Santangelo, che insegna Storia antica a Newcastle, ha il merito di aver trascelto, curato e dato alle stampe con tutti gli onori un cospicuo manipolo di scritti inediti di Sir Ronald Syme: ventisei pezzi, per complessive 400 pagine, raccolti sotto il felice titolo Approaching the Roman Revolution (Oxford University Press). Quando Syme morì, ottantaseienne, il 4 settembre 1989, era nel pieno dell’attività, e nel Wolfson College di Oxford, dove risiedeva, furono trovati materiali inediti, ma molto avanti nella stesura. Non è dato sapere perché li avesse lasciati inediti, è comunque stato un bene pubblicarli. In gran parte riguardano temi e personaggi correlati con il grande suo libro, grazie al quale Syme è destinato a durare come uno dei vertici della storiografia europea: The Roman Revolution (1939). Libro divenuto accessibile…

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Lucio Sergio Catilina (108 – 62 a.C.)

 

 

               

Novant’anni dopo la pubblicazione di Essere e Tempo, cosa resta di Heidegger?

 

di

Marco Pacini

 

 

Metà degli anni Venti, Foresta Nera. Il figlio del sagrestano di Meßkirch trascorre le sue giornate nella hütte, la baita a 1000 metri di altitudine, fatta costruire nei pressi del paesino di Todtnauberg. Riordina appunti, passeggia, scrive. Spesso al lume di candela. Non c’è elettricità. Ha 36 anni e si è già fatto notare negli ambienti filosofici tedeschi per i suoi corsi a Friburgo. Ma non è ancora “Il mago di Meßkirch”, lo “sciamano del pensiero” che di lì a poco il mondo scoprirà. E il 1933, quando aderirà di slancio al nazismo, è ancora abbastanza lontano…

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Martin Heidegger (1889 – 1976)