Asso 25

 

 

Io sono l’uomo che posa
il piede sulla tua terra.
Colui che varca 
la soglia,
il topo che ti rode la schiena.
Sono la tua bestemmia,
la bestia senza titolo,
abito, nome.
Sono la tua fame, 
i tuoi giri di parole.
Sono la sabbia che ti riempie le scarpe. 
Io sono lì
quando non sai cosa dire.
Sono la tua piazza,
il tuo traffico che impazzisce,
il mitra col muso levato.
Io sono lo squillo di tromba,
colui per cui la campana
non suona.
Io sono l’osceno,
il fetore sotto il tuo naso.
Sono il collasso,
il refuso, 
il figlio abortito dal 
tuo mondo lontano.

(Patrick Gentile)

 

vento-vangogh

 

 

 

 

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