Marsilio Ficino e lo sviluppo del neoplatonismo nella Firenze medicea tra realtà e invenzione

 

di

Federico Giannini

 

Fu ancora Cosimo degli uomini litterati amatore ed esaltatore; e perciò condusse in Firenze lo Argilopolo, uomo di nazione greca e in quelli tempi litteratissimo, acciò che da quello la gioventù fiorentina la lingua greca e l’altre sue dottrine potesse apprendere. Nutrì nelle sue case Marsilio Ficino, secondo padre della platonica filosofia, il quale sommamente amò; e perché potesse più commodamente seguitare gli studi delle lettere, e per poterlo con più sua commodità usare, una possessione propinqua alla sua di Careggi gli donò.

Queste parole, tratte dal sesto libro delle Istorie fiorentine di Niccolò Machiavelli, illustrano in breve uno dei momenti salienti del Rinascimento fiorentino: la nascita del circolo neoplatonico fondato dall’illustre filosofo Marsilio Ficino (1433 – 1499), che fin da molto giovane dovette entrare nelle grazie dei Medici…

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Marsilio Ficino (1433 – 1499)

 

Villa Medicea di Careggi
seconda sede, dopo Villa Le Fontanelle, dell’Accademia Neoplatonica

 

 

Compiuta da Firenze: l’enigma di una poetessa

 

da

ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com

 

 

Era conosciuta, fino a poco tempo fa, come “la Compiuta Donzella“: così avevano soprannominata quella misteriosa poetessa gli eruditi dell’Ottocento, facendo eco ai poeti che corrispondevano con lei, i quali affiancavano al suo nome, Compiuta, l’appellativo donzella, signorina. Oggi si preferisce chiamarla semplicemente Compiuta da Firenze, dato che null’altro… 

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Questa notte

 

 

L’oscurità della notte
ricopre le stanze
del mio cuore
calandone il tormento.
Inabissami della tua ombra
e fammi affondare
nella profondità
del tuo abbraccio,
cullato dal tremore delle stelle
riflesse nei tuoi occhi.
Donami il sollievo del tuo respiro
in modo che io possa bruciare
al calore del tuo sorriso.

 

notte_fonda

 

 

 

La bellezza (di una donna) salverà il mondo

 

 

Fëdor Dostoevskij diceva: “La bellezza salverà il mondo!”. Sono parzialmente d’accordo. Parzialmente, perché non sarà soltanto la bellezza plastica o figurativa, quella di un’opera d’arte o di una veduta a salvare il mondo. Salverà il mondo la bellezza che genera bellezza! Quando affermo, perché lo percepisco, che qualcosa sia bello, quest’atto genera bellezza in me. Percepire la bellezza di una donna, tra le altre cose, fatta dell’insieme del suo corpo e della sua anima, genera bellezza in me. E per potermi rapportare a questo insieme devo necessaria-mente sforzarmi di essere bello a mia volta. Ecco perché la bellezza di una donna genera bellezza. Ecco perché la bellezza di una donna genera parole e azioni di bellezza. Ecco perché la bellezza di una donna salverà il mondo.
Anche, e soprattutto, il mondo di ciascun uomo!

 

 

 

 

Amedeo Modigliani e le sue modelle: una brevissima analisi poetica

 

 

Amedeo Modigliani, misero, senza un soldo, perennemente ubriaco o stordito dall’oppio, ma artista immenso e maledetto, terminato un nudo, nel suo studio cadente a Montparnasse, soleva fare all’amore con la modella che aveva posato per lui. Misera anch’ella, vendeva le grazie di cui la Natura l’aveva dotata, per farsi ritrarre e guadagnare dei soldi, salvo poi preferire in compenso mezz’ora d’amore, anteponendo, così, la passione al danaro di cui, senza dubbio, aveva bisogno. Gli si concedeva, perché la baciasse quella bocca dalla quale erano uscite parole impastate di eccessi, perché la toccassero quelle mani che l’avevano così mirabilmente dipinta e perché entrasse in lei, attraverso il passaggio che pure gli aveva mostrato, l’immensa arte di quel giovane straccione italiano. Questo è quanto percepisco in certi quadri di Modì.

 

 

Amedeo_Modigliani_-_Le_Grand_Nu“Grande nudo disteso”, 1917, New York, Museum of Modern Art

 

Amedeo_Modigliani-nudo-disteso-768x465“Nudo disteso”, 1917, Collezione privata

 

572“Nudo”, 1917, New York, Solomon R. Guggenheim Museum

 

Amedeo_Modigliani_012“Nudo Rosso”, 1918, Milano, Collezione Gianni Mattioli

 

 

Ti ci porto a Napoli, prima o poi!

 

 

Non molto tempo fa ho detto a una donna: “Ti ci porto a Napoli, prima o poi!”.
Non mi era mai capitata prima una cosa del genere. Nello stesso momento in cui proferivo queste parole mi accorgevo che suonavano come una dichiarazione d’amore. E, in effetti, lo erano davvero. Vi giuro che ancora tremo dall’emozione a pensarci.
Quando un figlio di Parthenope manifesta a una donna il desiderio di portarla a Napoli le sta aprendo la sua casa e il suo cuore, offrendole una meravigliosa prova d’amore, perché Napoli è la casa e il cuore dell’umanità!

 

Le labbra della mia donna!

 

 

 

Blues di un amore lontano

 

Alla mia terra

 

Volo.
Il sole caldo
di mezzo mattino
verde e azzurro.
Amore.
Volo.
Oro sul mare
argento delle colline.
Qualche nembo pallido.
Bella,
bellissima.
Volo.
Lontano e poi giù
in picchiata.
Un ciclamino
odore di muschio e di terra.
Erba, pietre.
Giallo e arancione.
Il vento leggero.
Rosso.
Fuoco.
Legna che brucia.
Fumo.
Volo.
Più in alto.
Blu.
Un gabbiano.
Una lacrima.

 

alba-con-gabbiano

 

 

Sulla funzione catartica della bestemmia

 

 

2500 anni di dottissime e spesso astruse speculazioni filosofiche sulla natura della “catarsi” (il processo di liberazione dalle esperienze traumatizzanti o da situazioni conflittuali), da Aristotele alla contemporanea psicologia post-freudiana, non sono state in grado di mettere in luce come la più alta e praticata forma di catarsi, per il genere umano, sia la bestemmia, somma, seppure spesso soltanto momentanea, purificazione dell’animo dalle negatività che lo appesantiscono! Sarebbe proprio il caso di affermare: bestemmiate e la vita vi sorriderà!!!