Sossio Giametta. Da Cartesio a Spinoza
L’unità della sostanza e il libero arbitrio

 

da

raicultura.it

 

 

Più scienziato che filosofo, Cartesio in realtà ha strumentalizzato la filosofia in favore della scienza, perché ha diviso il pensiero dalla materia per facilitare l’analisi delle cose dal punto di vista scientifico. Si tratta del suicidio della filosofia, perché pensiero e materia non possono essere divise. Questo problema è stato risolto da Spinoza, che aveva ben altra tempra di filosofo, che ha riunito i due attributi nell’unità della sostanza, che, dotata di infiniti attributi, e quindi anche di pensiero ed estensione, che sono la stessa cosa. In fondo Spinoza segue l’intuizione di Parmenide, dell’identità di pensiero e materia…

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Sossio Giametta (1929 -)

 

 

 

 

La filosofia del “secondo” Wittgenstein: «osserva!»

 

di

Federico Ragazzi

 

 

Come esplicita Wittgenstein, «Il lavoro filosofico è propriamente – come spesso in architettura – piuttosto un lavoro su se stessi. Sul proprio modo di vedere. Su come si vedono le cose. (E su che cosa si pretende da esse)»…

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Ludwig Wittgenstein (1889–1951)

 

 

 

 

L’altra faccia del Leviatano
Hobbes tra “spazio pubblico e trascendenza”

 

di

Fabrizio Grasso

 

 

Rintracciare attraverso una ricerca filosofica archeologica i momenti decisivi della dialettica tra immanenza e trascendenza e perciò tra politico e religioso è la missione che Matteo Negro, professore ordinario di filosofia teoretica presso l’Università degli Studi di Catania, si riserva di compiere nelle pagine del suo ultimo libro dedicato all’intreccio tra Spazio pubblico e trascendenza (Studium, Roma 2020)…

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Sossio Giametta. La Ginestra di Leopardi
La solidarietà spirituale tra gli uomini

 

da

raicultura.it

 

 

Secondo Sossio Giametta, intervistato nel maggio 2021, La ginestra parla della filosofia pessimistica di Giacomo Leopardi. Leopardi può dirsi l’antitesi di Dante, perché Dante pur avendo avuto una vita difficilissima ha sempre conservato una visione positiva della vita a differenza di Leopardi…

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Sossio Giametta (1929 -)

 

 

 

 

Massimo Cacciari. Fine dell’arte
La perdita del valore cultuale dell’opera

 

da

raicultura.it

 

 

Massimo Cacciari espone i punti fondamentali della lezione magistrale La fine dell’arte, tenuta al Festival della Filosofia di Modena 2017 – Le forme del creare.
L’idea della morte dell’arte, attribuita a Hegel, è stata  equivocata in infiniti modi. Hegel, in realtà, non parla mai propriamente di fine dell’arte, ma dell’ingresso in un’epoca in cui la rappresentazione artistica si fa così pregna di elementi concettuali da perdere ogni immediatezza…

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Massimo Cacciari (1944 -)

 

 

 

Il dolore, la crudeltà e il Male: come risponde la filosofia?

 

di

Giulia Bertotto

 

 

È una domanda intima e viscerale, perché tutti soffriamo, e per questo è anche un interrogativo universale; perché il dolore, il lutto, l’ingiustizia e ciò che consideriamo “contrario al bene” accadono di continuo e inesorabilmente. Perfino se tutte le nostre fatiche, progetti, intenzioni affermano di puntare al bene e al progresso. Come hanno risposto le correnti filosofiche, i grandi pensatori e le religioni alla domanda perché il male?

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Schematizzazione del dissenso

 

di

Lorenzo Villani

 

 

«Possiamo comprendere l’impatto sociale dello sviluppo di nuove reti di comunicazione e informazione solo se mettiamo da parte l’idea intuitivamente plausibile secondo cui i mezzi di comunicazione servirebbero a trasmettere contenuti simbolici, ma lasciando le relazioni tra individui fondamentalmente immutate. Dobbiamo riconoscere, invece, che l’uso dei mezzi di comunicazione implica la creazione di nuove forme di azione e interazione nel mondo sociale, di nuovi tipi di relazioni, e di nuovi modi di rapportarsi agli altri e a se stessi». (John Thompson, Mezzi di comunicazione e modernità)…

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Carl Moll, “Le rovine romane di Schönbrunn” (1891)

 

 

 

 

L’intima relazione tra razzismo e capitalismo

 

di

Alberto Spilotto

 

 

Il razzismo assume un’ampiezza globale in quanto strumento di oppressione e sfruttamento, strumento di ingiusta disuguaglianza che va oltre i confini e le discriminazioni interne alle varie nazioni, ma di cui le nazioni si servono per i propri interessi…

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Il Romanticismo. Il mondo come necessità di sentimento

 

di

Luca De Vincentiis

 

 

«Il mondo va romanticizzato – scrisse Novalis – Se ne ritrova così il senso originario. Romanticizzare non è altro che un potenziamento qualitativo. […] Quando io conferisco al comune un senso più elevato, all’ordinario un aspetto misterioso, al noto la dignità dell’ignoto, al finito un’apparenza infinita, allora io lo romanticizzo»… 

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Novalis (Georg Friedrich Philipp Freiherr von Hardenberg) 1772–1801