Due bicchieri di whisky

 

 

Mi ricordo di un giorno
quei due confini ordinati
tra i passaggi insidiosi
dove filava il diretto
noi due dentro
sui polsi richiusi
traboccati
all’amorevole cospetto
di una gioventù inesperta e spaesata
come lo squillo
di una chiamata
il nostro viaggio spaurito
poi la trasferta
là sulle alte quote nelle quali ancora si incurva
tra i freddi sentieri
uno Stelvio promettente
e marziale
l’ortica agra
cresciuta sotto il frizzare irrequieto
di quegli eterni binari i nostri due bicchieri di whisky
convergenti
al colare nel nero
dell’uovo rosso del sole
mentre mi suona la O’ Connor e
Nothing else matter
affonda la tua notte
sul fare del giorno
perfino adesso che l’alba sposa l’erba alle pietre
la pelle al fuoco
la menta agli orti la pioggia sul picco in sella
e i poderi che la campagna ritorta con fatica raggranella.
 
Ecco fermiamoci qui
a un passo dal bordo scontroso
la prova del nove
sul selciato erto e nevoso
che pure ci unisce
per vivere o morire credere o brindare
mentre puntiamo
questo traforo radioso di stelle
e non ci rabbrividisce d’asprezza il pavido vento o un’eclisse
se sei tu la mia certezza
ed io la tua sera
io la tua pelle.

(Patrick Gentile)

 

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