Quando dicesti che è meglio non porsi domande

 

 

Quando dicesti
che è meglio non porsi domande,
– sai, per esperienza -,
sentii il dramma della collisione
imminente
sul fondo doppio di un bicchiere,
buono per ingrandirmici i piedi attraverso.
 
Hai ragione,
il mondo umano
che cos’è.
Lo ammisi sottovoce,
eccoci: noi apatici,
noi sciancati e sordi.
 
Martoriata sapienza,
che per oggi almeno sia
un rintanarsi di granate,
il varco al culmine del vivere.
 
Fosse anche sudare la cresta,
comunque basterebbe.
E, se credi, le maestosità severe
purché sia prima
di un accartocciarsi dei seni.
 
O tu ci lasci solo il germoglio naufrago,
il vero infido mostruoso.
Vecchia speranza disperata.
Assassina vile.
Non la rabbia.
Oblio, mormorio, ch’io ti supplicavo
contro i giorni percorsi dalla terribilità
che annera.
Annega.
La putredine uniforme di questo vissuto.
Nonostante il mondo umano,
che torno torno,
è solo un posto muto.

(Patrick Gentile)

 

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