Archivio mensile:gennaio 2017

La mia casa dell’anima

 

Dove cade il mio sguardo
e l’erba selvatica
cresce tra pietre giallite.
E profuma.

Dov’è un focolare
e un ramaiolo rimesta passione
in un paiolo di coccio.
E satolla.

Dove anche il commiato è calore,
e mai nulla è d’avanzo
perché tutto è diviso.
E delizia.

Io sono lì,
e vi arrivo
come un soffio di vento.
Lontano.

Anche tu sei
dov’è l’erba selvatica,
il paiolo e il calore,
il vento e il commiato.

Dove ho lasciato che le tue impronte
indurissero al sole.

(Novembre 2011)

 

 

Questa notte

 

 

L’oscurità della notte
ricopre le stanze
del mio cuore
calandone il tormento.
Inabissami della tua ombra
e fammi affondare
nella profondità
del tuo abbraccio,
cullato dal tremore delle stelle
riflesse nei tuoi occhi.
Donami il sollievo del tuo respiro
in modo che io possa bruciare
al calore del tuo sorriso.

(Luglio 2016)

 

notte_fonda

 

 

 

Sorrento. Lo scrittore Raffaele Lauro dedica una nuova canzone a Sorrento, dal titolo “Sorrente nostalgie”, musicata dal maestro sorrentino, Paolo Scibilia. Svelato il testo della composizione, che sarà eseguita, in anteprima nazionale, il prossimo 31 marzo, a Meta.

 

Dopo l’esordio, su You Tube, della canzone-omaggio a Lucio Dalla, nel V anniversario della scomparsa del grande artista (1 marzo 2012/1 marzo 2017), dal titolo “Uno straccione, un clown”, musicata dalla band musicale “The Sputos” (ascolta), Raffaele Lauro annunzia un nuova composizione, dal titolo “Sorrente Nostalgie”, dedicata alla sua amata Sorrento, città di origine, della quale svela il testo. La musica è stata curata dal maestro compositore, anch’egli sorrentino, Paolo Scibilia. La prima esecuzione, in anteprima nazionale, avverrà venerdì 31 marzo, nella Sala Consiliare del Palazzo Municipale di Meta, nel corso della manifestazione ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria allo scrittore.

“Come nel capolavoro di Dalla, ‘Caruso’ – ha dichiarato Lauro – anche in questa canzone domina il legame Eros-Thanatos, che viene sublimato nella magia immortale di Sorrento, magia celebrata da famosi poeti e musicisti. Mi sono ispirato ad una storia vera, che mi è stata narrata dallo stesso protagonista, un amico francese di Parigi. Un uomo riceve, negli ultimi istanti di vita della donna che ama follemente, come un mandato: non lasciarsi sconfiggere dalla disperazione, ma ritornare a Sorrento, semmai sentirà il bisogno di lei, se vorrà ritrovarla, cioè ritornare nel ‘paradiso’ (stagioni dolci, stelle luminose, tramonti accesi, profumi acri), dove si sono sposati, realizzando  e consacrando il loro sogno d’amore, dove hanno vissuto momenti indimenticabili. Pur affranto dall’angoscia, l’uomo promette che ritornerà nella terra incantata. Il refrain svela e sottolinea tutta la magia di Sorrento, che si trasforma, per chi l’ha vissuta, in perenne nostalgia, in nostalgia d’amore. Allo stesso modo, i ricordi diventano indimenticabili. L’uomo ritrova, spiritualmente, a Sorrento, la sua donna e rivivono, insieme, i momenti più belli della loro storia, sconfiggendo, in tal modo,  il dolore e vincendo l’oblio. Così il loro amore diventa emblematico e, nel nome di Sorrento, un amore eterno. I due ricordi più intensi, che rivivono al presente, sono: la celebrazione del loro matrimonio, nel Chiostro di San Francesco; la prima notte di nozze, che unisce i due corpi in un unico afflato. Spero che diventi presto la canzone-simbolo per chi sceglierà di sposarsi a Sorrento”.

 

 

 

Lucciole

 

 

Di notte,
si incontrano
segretamente
e raccontano
silenziosamente
il mio sogno:
cogliere la luce,
che sboccia sul tuo viso,
quando la luna si posa sul mare.
Il mio desiderio
è un luccichio intermittente
che non ti so regalare…

(Agosto 2016)

 

lucciole_3a

 

 

 

Quando apri i tuoi occhi

 

 

Quando apri i tuoi occhi
vedo la vita che vorrei.
Sono brivido che mi solca l’anima
e si riflette nel mio respiro esploso.
Desiderio di ogni tua carezza mai avuta,
vento che mi riporta il profumo del mare
e il mio sorriso annegatovi.
Il sentiero della tua armonia,
tracciato con la mia passione,
scorre lento e fragoroso,
trascinandomi, senza scampo,
a te.

(Luglio 2016)

 

73134

 

 

 

 

Nessuno m’ha mai detto

 A Paola

 

Nessuno m’ha mai detto
che avrei incontrato una donna
più bella del fiore più bello
del giardino più bello.
Ed io l’ho incontrata.
 
Nessuno m’ha mai detto
che avrei visto nei suoi occhi
il colore con cui son dipinti
i sogni incantevoli.
Vi guardo attraverso.
 
Nessuno m’ha mai detto
che avrei udito dalla sua bocca
suoni più dolci di quelli
del coro degli angeli.
Son rimasto rapito.
 
Nessuno m’ha mai detto
che avrei sfiorato le sue mani,
leggere come la brezza che spira
nelle notti stellate.
Io le ho toccate.
 
Nessuno m’ha mai detto
che avrei potuto misurare
nel suo corpo,
le compiute corrispondenze dell’Universo.
Eppure l’ho fatto.
 
Nessuno m’ha mai detto
che la sua mente sia pura
come una sposa illibata
il giorno del suo giuramento.
Ne ho percepito l’essenza.
 
Nessuno m’ha mai detto
che il suo cuore
sia un mare smeraldo
dove è dolce annegarvi.
Ho voluto provare.
 
Nessuno m’ha mai detto
che lei possa accendere
il desiderio che alligna
i miei giorni.
Mi sta consumando!
 
Nessuno m’ha mai detto
che lei sia capace
di rendere nulla il mondo
in cui sola, esiste.
È diventata il mio tutto.
 
Qualcuno m’ha detto
che è stato l’amore.
Ma io non credo a questa bugia.
L’amore è un fantasma.
Lei, invece, il suo corpo.

(Gennaio 2003)

 

images

 

 

Lucio Dalla. In anteprima nazionale, lanciata sul web, la canzone dedicata dallo scrittore Raffaele Lauro a Lucio Dalla, in occasione del V Anniversario della scomparsa del grande artista bolognese (1 marzo 2012/1 marzo 2017). Video su YouTube

 
 
 

In occasione del V Anniversario della scomparsa di Lucio Dalla (1 marzo 2012/1 marzo 2017), e dell’imminente gemellaggio tra Sorrento e San Martino Valle Caudina, luoghi amatissimi da Dalla e legati al suo capolavoro “Caruso”, lo scrittore Raffaele Lauro (www.raffaelelauro.it), autore di tre libri sul cantautore (“Caruso The Song – Lucio Dalla e Sorrento”, 2015; “Lucio Dalla e San Martino Valle Caudina – Negli occhi e nel cuore”, 2016, e “Lucio Dalla e Sorrento Tour – Le tappe, le immagini e le testimonianze”, 2016) e del docufilm (“Lucio Dalla e Sorrento – I luoghi dell’anima”, 2015), ha dedicato una canzone al grande artista bolognese, dal titolo “Uno straccione, un clown”, musicata da Giuliano Cardella, da Paolo Della Mora e da Alberto Lucerna ed eseguita, nel video in calce, presente su You Tube, dalla band musicale “The Sputos”. ”Anche questa canzone, come i libri e il docufilm – ha dichiarato Lauro- mi è stata ispirata da Dalla. Ho scritto il testo, di getto, di notte, in preda ad una grande emozione, dopo aver sognato Lucio, mentre cantava ‘sulla piazza più grande, dove luccica l’eterno e non cala mai l’inverno’. Vi ho inserito dei meravigliosi versi autografi, che donò al suo, ed ora anche mio,  grande amico di Barletta, il giornalista Giuseppe Dimiccoli. Ringrazio i maestri Cardella, Della Mora e Lucerna, che l’hanno musicata, con il cuore, e, per l’esecuzione, la band musicale, che mi ha accompagnato, nel 2015, in qualche tappa del ‘Lucio Dalla e Sorrento TOUR’. Le immagini del video, realizzato da Michele Martucci, non potevano essere che quelle dei suoi luoghi dell’anima, di Sorrento, l’angolo del suo paradiso. Confido che questa nuova prova di amore verso Lucio possa essere raccolta da un grande interprete della canzone italiana per continuare a celebrare degnamente un uomo, un poeta e un musicista, di cui tutti sentiamo la nostalgia e avvertiamo la mancanza”.

 

Ascolta la canzone

 

Lucio Dalla (a sinistra) con Raffaele Lauro (2006)

 

Ecco cosa succederà al nostro corpo appena dopo la morte. Ergo, viviamo al meglio, materialmente e intellettualmente, perché diventeremo mero cibo per vermi!

 

 

Quanto descrivo di seguito, appare terribile, perché sarà quanto, ineluttabilmente, accadrà a ciascuno di noi. Appena dopo la morte, il nostro copro si svuoterà dell’ossigeno, i neuroni cesseranno le loro attività (beh, a molti hanno cessato molto prima!), il cervello smetterà di produrre gli ormoni che regolano le funzioni corporee e i muscoli si rilasseranno. Dopo circa venti minuti, diventeremo pallidi, perché il cuore non pomperà il sangue, che scenderà verso le parti più basse. Entro dodici ore, il nostro corpo si decolorerà (tale processo è denominato “livor mortis”). Il “rigor mortis”, ovvero la contrazione dei muscoli, invece, si verificherà tra le tre e le sei ore dopo il decesso. Il corpo si irrigidirà e rimarrà così per le successive ventiquattro – quarantotto ore. Dopodiché, comincerà la putrefazione. A quel punto, il nostro corpo rilascerà i gas rimasti, emanando odori nauseabondi e attirando gli insetti, che cominceranno a deporre le uova nei tessuti. Queste, si schiuderanno in un giorno, e le larve si nutriranno del tessuto finché non matureranno, consumandone il 60% in poche settimane. Tra i venti e i cinquanta giorni dopo la morte, avverrà la fermentazione butirrica, che attirerà larve di scarafaggi, protozoi e funghi, i quali banchetteranno allegramente e lucullianamente con quel che resta del nostro corpo.

 

 

Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι… (Ho mythos dēloi hoti). ” Il racconto dimostra che…”. Con questa locuzione, lo scrittore greco antico Esopo concludeva le sue favole, fornendo, così, un insegnamento morale ai lettori. Bene, anche questo scritto ambisce a consegnare una morale, la quale è la seguente: visto ciò che diventeremo, dopo la morte, cerchiamo di vivere al meglio, materialmente e intellettualmente e, soprattutto, quando nella vita si presenteranno occasioni vantaggiose, ma di cui temiamo gli sforzi per raggiungerle, pensiamo a un bel ammasso di vermi mentre si rimpinzano di quelle che erano le nostre carni! Da napoletano, ve lo dico anche more napolitano: ‘ccà se more!!! (si muore!).

 

 

In silenzio

Seduto su una panca
ho soltanto un biglietto per la mia destinazione:
il viaggio di una notte.
Né valigia, né fogli di carta.
Nessuna fermata ho programmato.

La strada è un flusso senza fine
di sigarette e nostalgia.

Questa notte sarò con te ancora una volta.

Vorrei essere già a casa.
Dove le mie parole correvano via.
Dove tu sei ad aspettarmi.
In silenzio.

(Maggio 2015)

 

la-strada-di-notte-bc8ebca7-bfe6-4653-ac2b-02dc010100cf-300x294