Archivi categoria: Poesia

Vittoria Colonna, il volto femminile della poesia italiana del Cinquecento

 

di

Alessia Sanzogni

 

 

Ancora oggi, nei tanto democratici ed evoluti anni Duemila, parlare di una celebre poetessa e intellettuale italiana suonerebbe un tantino strano. Immaginate di parlarne facendo riferimento a una donna vissuta in pieno Cinquecento. Considerando che il numero delle autrici italiane di un certo calibro vissute negli ultimi secoli non supera le poche decine, il fatto ha quasi dello straordinario…

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Vittoria Colonna (1490 – 1547)

 

 

               

Dante Alighieri e l’Islam

 

di 

Maria Soresina

 

 

Quasi un secolo fa, nel 1919, usciva il libro La escatología musulmana en la Divina Comedia di Miguel Asín Palacios che fece molto scalpore e che in Italia fu accolto da una dantista autorevolissima, Maria Corti, la quale arrivò a titolare un articolo sul Corriere della Sera «Dante. Il sommo poeta partorito dall’Islam». Un versetto del Corano, il primo della sura XVII, recita…

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Dante Alighieri (1265 – 1321)

 

 

               

Prologo a Emilio Praga. Penombre di una modernità nascente

 

di 

Matteo Veronesi

 

 

La raccolta Penombre di Emilio Praga si apre con un Preludio celebre, ma di cui non sono forse stati del tutto còlti, finora, il profondo sostrato filosofico e la portata largamente anticipatrice, quasi profetica. «Noi siamo i figli dei padri ammalati»: vi è, qui, già quell’idea di malattia, di decadenza, di deriva, di perdita di valori, e insieme di sorda, velleitaria, disperata eppure assurdamente entusiastica, rivolta ed ansia di palingenesi…

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Emilio Praga (1839 – 1875)

 

 

 

               

Federico García Lorca, cantore sanguigno e tragico

 

di

Ilaria Formisano

 

 

Il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros (non lontano da Granada) nasce Federico del Sagrado Corazón de Jesús García Lorca, meglio conosciuto semplicemente come Federico García Lorca, una tra le più autorevoli ed originali voci poetiche del Novecento spagnolo conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e appartenente alla cosiddetta…

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Federico García Lorca (1898 – 1936)

 

 

 

               

Il giambo in Archiloco: non solo metro

 

di 

Alessia Amante

 

 

Archiloco è tra i primi poeti conosciuti della letteratura greca, e il primo vero autore consapevole della propria arte poetica (è il primo, infatti, ad usare l'”io” nei componimenti). Potremmo definirlo, a tutti gli effetti, l’inventore del giambo nella lirica arcaica…

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Busto marmoreo di Archiloco (680 a.C.-645 a.C.)

 

 

 

               

Friedrich Schiller, il poeta della libertà

di

Carlo Lottieri

 

 

È sufficiente passare qualche ora a Weimar, visitare la casa in cui visse e farsi conquistare dello magia del luogo per avvertire in che modo Friedrich Schiller ha saputo incarnare lo spirito liberale e borghese di quella Germania che poi verrà spazzata via dalla reazione nazionalista successiva all’invasione napoleonica…

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Friedrich Schiller (1759-1805)

 

 

               

Amiamoci

 

 

Amiamoci.
Senza paura.
Amiamoci.
Senza misura.
Amiamoci,
e insieme daremo
nuovi nomi all’amore.
Amiamoci senza controllo.
Amiamoci nel modo più bello.
Amiamoci, come due rondini
incontro al tramonto,
come due stelle marine
intrecciate sul fondo,
come due déi
che si dividono il mondo.
Amiamoci.
Ubriachi d’amore.
Amiamoci per lenire il dolore
del malsano liquore
distillato di false parole
d’amicizia e d’amore.
Amiamoci più di una volta,
amiamoci, e non sarà tolta
quella voglia che rimane irrisolta.
Amiamoci tutta la notte,
fino a che il nostro sudore
diventi rugiada,
sui corpi vinti di ardore.
Amiamoci lungo tutta la pelle,
amiamoci fino alle stelle,
accompagnati dal suono
di quindici vielle.
Amiamoci.
Fino a morire.
Per poi separarci,
e in un battito d’ali,
tornare di nuovo ad amarci.

(Agosto 2010)

 

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Il lirismo e lo stile di Manzoni: “La madre di Cecilia”

 

 

Per chi è in grado di ravvisarli, un lirismo e uno stile da far tremar le vene e i polsi!!! Seppure dovesse mancarci tutto basta meditare una pagina del genere per urlare a se stessi di essere vivi e di percepirlo!!!

Scendeva dalla soglia d’uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna, il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi traspariva una bellezza velata e offuscata, ma non guasta, da una gran passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e maestosa, che brilla nel sangue lombardo. La sua andatura era affaticata, ma non cascante; gli occhi non davan lacrime, ma portavan segno d’averne sparse tante; c’era in quel dolore un non so che di pacato e di profondo, che attestava un’anima tutta consapevole e presente a sentirlo.“…

 

Renato Guttuso, “Cecilia e la madre”

 

 

 

               

Thomas Hobbes, la conoscenza e gli occhi di una donna

 

 

Thomas Hobbes (1588-1679) così scrisse nel “Leviathan” (1651): “La sapienza si acquista non leggendo i libri, ma esaminando gli uomini“. Sono fortemente persuaso della veridicità di tale affermazione.
È straordinario, infatti, pensare che un essere, a me simile, possa diventare, per me, fonte di conoscenza. E’, invece, divino, esser certo che il sommo della conoscenza, per me, sia rappresentato da una creatura, conforme a me soltanto perché fatta della mia stessa materia corporea, ma con una sostanza spirituale di gran lunga superiore. Ecco perché ritengo che il più alto grado di conoscenza che un uomo possa acquisire sia il poter guardare la realtà attraverso gli occhi di una donna. Le categorie mediante le quali io percepisco la realtà, oltre ai concetti di spazio e tempo, come ritenne Kant, sono i suoi occhi meravigliosi…

 

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