Archivi categoria: Poesia

Dal fantasma alla visione: percorsi medievali dell’amore

 

di

Nicolò Pasero

 

L’etimologia che nelle sue Nugae curialium Walter Map (nato intorno al 1140, morto dopo il 1208) propone per il termine “fantasma” è significativa: A fantasia quod est aparicio transiens dicitur fantasma: “Ciò che è un’apparizione transitoria è detto, da fantasia, fantasma”: l’apparizione fantasmatica prende dunque il nome da una facoltà dell’uomo che riguarda tanto la sfera fisiologica quanto quella psichica… 

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Su alcuni snodi nella tradizione della poesia trobadorica alla fine del XII secolo, «Carte Romanze» 2/1 (2014), pp. 357-382

 

di

Dario Mantovani

 

Come è indicato da Viel nell’introduzione al suo contributo, la sovrapposizione tra la “stemmatica dei canzonieri” della lirica occitanica e le risultanze della critica testuale mette in luce, anzitutto, un primo dato macroscopico, che è quello di una differente distribuzione dei materiali in rapporto alla diacronia. Il canone…

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Guido Cavalcanti

 

 

Guido Guinizzelli è stato il teorico del Dolce Stil Novo, l’altro Guido, come lo chiamò Dante (Purg. XI, v. 97) ne ha rappresentato il maggiore esponente. Fiorentino, nacque più o meno nel 1260, dalla nobile famiglia Cavalcanti, mercanti molto ricchi. Notissime erano, a Firenze, quasi fossero un punto cardinale, le terre e le case dei Cavalcanti, situate non lontane dalla Chiesa di Santa Maria in Campidoglio, nei pressi del Mercato Vecchio. Da giovane, era stato mandato dal padre a studiare la filosofia da Brunetto Latini e proprio lì aveva conosciuto il futuro sommo poeta, divenendone amico fraterno. imageGuelfo bianco convinto, per dare il buon esempio, cercando, in tal modo, di calmare un po’ le tormentatissime acque in città, aveva sposato Bice degli Uberti, figlia del famoso Farinata, il segretario comunale del PGF, Partito Ghibellino Fiorentino. Tutto questo, comunque, era servito a poco o niente. La tensione, a Firenze, era sempre altissima, tanto che quando non si riuscivano ad eliminare gli avversati in casa, si mandavano i sicari a raggiungerli in trasferta. Durante un pellegrinaggio al santuario di Santiago di Compostela, infatti, nei pressi di Tolosa, Guido prese una coltellata alla schiena, inflittagli da un assassino mandato da Corso Donati, il capo dei guelfi neri. Si salvò per miracolo! Incurante dei numerosi pericoli e della sua incolumità fisica, si fece eleggere al Consiglio Generale. Solo pochi anni dopo, però, ne fu escluso, quando Giano della Bella, un aristocratico passato a sinistra, fece approvare la riforma degli “Ordinamenti di Giustizia”, vietando, ai nobili non iscritti ai sindacati, l’accesso alle cariche pubbliche. Il 24 giugno del 1300, dopo aver preso parte ad una mega rissa in cui guelfi bianchi e neri se le erano suonate di santissima ragione, fino a quando non erano rimaste in piedi che due-tre persone, essendo lui un capo fazione, fu punito con l’esilio a Sarzana, oggi ridente centro in provincia di La Spezia, ma, nel XIII secolo, zona paludosa e insalubre. Fu proprio l’amico Dante, divenuto, nel frattempo, Priore, a firmare, con le lacrime agli occhi, la sua condanna. In poche settimane, a causa dei miasmi mortiferi esalati dagli acquitrini sarzanesi, Guido contrasse la malaria. Tornò a Firenze giusto in tempo per morire, nelle case dei Cavalcanti, il 29 agosto. Fiero nel carattere e altero nell’aspetto, è il più “tragico” dei poeti stilnovisti. L’amore, spesso, gli provocava sbigottimento, lasciandolo dubbioso, destrutto e desfatto:

L’anima mia vilment’è sbigotita
de la battaglia ch’ell’ave dal core
che s’ella sente pur un poco Amore:
più presso a lui che non sòle, ella more.

(L’anima mia vilment’è sbigotita, vv. 1-4)

Forte e nova mia disaventura
m’ha desfatto nel core
ogni dolce penser, ch’i’ avea, d’amore.

(Forte e nova mia disavventura, vv. 1-3)

Allo steso modo, la sua donna pare non essere così celeste e luminosa come quelle esaltate dagli altri poeti, tanto che il suo valore è difficilmente conoscibile dall’uomo. Se Guido fosse stato un trovatore avrebbe accompagnato le sue canzoni con una musica malinconica e angosciosa:

Se Mercé fosse amica a’ miei desiri,
e l’movimento suo fosse dal core
di questa bella donna e’l su’ valore
mostrasse la vertute a’ mie’ martiri.

(Se Mercé fosse amica a’ miei disiri, vv. 1-4)

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La canzone Donna me prega, per ch’eo voglio dire, i cui versi sono di difficile comprensione perché volutamente astrusi, è lo specimen della sua poesia. In essa, filosofia, metafisica, psicologia, tristezza, guai, lamenti e spiriti,  introdotti nella sua lirica per spiegare il funzionamento dei sensi e dei sentimenti dell’uomo, mostrano la donna non come una guida che renda l’anima perfetta, quanto come creatura la cui bellezza costringa a meditare, ad almanaccare, a scervellarsi, ad elucubrare e a rimuginarvi. Però, rimuginandovi troppo a lungo, il povero Guido correva il rischio di andare fuori di testa.

Donna me prega, – per ch’eo voglio dire
d’un accidente – che sovente – è fero
ed è sì altero – ch’è chiamato amore:
sì chi lo nega – possa ’l ver sentire!
Ed a presente – conoscente – chero,
perch’io no spero – ch’om di basso core
a tal ragione porti canoscenza:
ché senza – natural dimostramento
non ho talento – di voler provare
là dove posa, e chi lo fa creare,
e qual sia sua vertute e sua potenza,
l’essenza – poi e ciascun suo movimento,
e ’l piacimento – che ’l fa dire amare,
e s’omo per veder lo pò mostrare.

(Donna me prega, – per ch’eo voglio dire, vv. 1-14)

Tra le sue composizioni più famose, infine, è la ballata Perch’i’non spero di tornar giammai. Il poeta, fuori dalla Toscana, chiese a questa sua ballatetta di raggiungere l’amata per dirle, tra pianti, sospiri e accidenti:

Questa vostra servente
viene per star con vui,
partita da colui
che fu servo d’Amore.

(Perch’i’ non spero di tornar giammai, vv. 33-36)

 

 

Novalis: per una poesia progressiva, filosofica e incompiuta

 

di

Andrea Di Carlo

 

Il romanticismo tedesco e, soprattutto, europeo non sarebbero stati gli stessi senza la voce di Novalis, pseudonimo di Friedrich Freiherr von Hardenberg. Perché Novalis riveste un ruolo così significativo nel contesto della letteratura europea e tedesca? Per comprenderlo esaminiamo il suo contesto…

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Friedrich Freiherr von Hardenberg detto Novalis (1772-1801)

 

 

 

Amore e Psiche: delicatezza e pudicizia

 

 

Sulla sublime bellezza plastica di questo gruppo scultoreo non credo vi possa essere nulla da aggiungere alle sensazioni che suscita alla vista tout court. C’è un particolare, però, su cui vorrei soffermarmi: la delicatezza di un gesto. La mano sinistra di Amore che dolcemente regge e copre il seno destro di Psiche. Ecco, questo dovrebbe essere l’amore: delicatezza nella cura della sua essenza e pudore nella sua mostra. L’amore non ha bisogno di null’altro se non di essere delicato e pudico.
Tutto il resto è l’inutile fiera di vanità che, tra l’altro, si celebra oggi (14 febbraio)!

 

Antonio Canova, “Amore e Psiche” (part.), Parigi, Louvre

 

 

The Howl, il disperato grido di protesta di Allen Ginsberg

 

di

Andrea Acqualagna

 

Allen Ginsberg fu un’importante figura della Beat Generation, movimento letterario sviluppatosi negli anni Cinquanta a partire da un gruppo di giovani studenti della Columbia University. The Howl, a causa della sua vigorosa carica espressiva, divenne il manifesto dei giovani autori che volevano, superando la visione accademica dei propri professori attraverso il rifiuto delle regole imposte…

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Allen Ginsberg (1926-1997)

 

 

Perchè De Andrè è sempre attuale? L’incontro tra Medioevo e Novecento

 

di

Maria Geraci

 

Riconosciuto per le sue idee anarchiche e la sua abilità con le parole, Fabrizio De André ha riscosso il suo successo a partire dagli anni Settanta, spaziando dal Medioevo al presente. Dall’animo inquieto e introverso ha lasciato un segno nella musica italiana sia come artista che come persona, combattendo battaglie politiche e sociali con i suoi versi…

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Il primo poeta, una donna

 

 

di

Paolo Matthiae

 

Il primo poeta nella storia dell’umanità, il cui nome sia noto dalla tradizione antica successiva, ma soprattutto da fonti contemporanee è una donna. Principessa di sangue regale della più gloriosa dinastia della Mesopotamia, grande sacerdotessa di uno dei più venerati santuari…

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Disco di Enkheduanna (ca. 2285-2250 a.C.)
Univiersity of Pennsylvania Museum

 

 

 

Il giambo in Archiloco: non solo metro

 

di 

Alessia Amante

 

 

Archiloco è tra i primi poeti conosciuti della letteratura greca, e il primo vero autore consapevole della propria arte poetica (è il primo, infatti, ad usare l'”io” nei componimenti). Potremmo definirlo, a tutti gli effetti, l’inventore del giambo nella lirica arcaica…

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Busto marmoreo di Archiloco (680 a.C.-645 a.C.)